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Cenni storici di Vicoli

A cura di Anna Maria Censorii e Igino Addari

 

 

L’antico borgo medievale di Vicoli sovrastato dai resti del castello, forse di proprietà dei duchi d’Acquaviva, si erge su un colle che si affaccia sul corso del fiume Nora.vicoliold Il toponimo riflette il latino viculus, diminutivo di vicus,“villaggio” [1], in quanto Vicoli corrispondeva, in epoca romana, al punto di sosta lungo una deviazione della via Salaria. Il castello bastionato, databile al XV secolo, era un tempo cinto di mura e protetto da porte di accesso.

Le fonti storiche più antiche riportano che la corte di “Viculo” già nell’883 figurava, per la metà, tra i possedimenti dell’Abbazia di Montecassino fondata da San Benedetto nel 529 sui resti di un antico tempio romano dedicato ad Apollo. L'Abbazia di Montecassino, distrutta dai bombardamenti alleati durante il secondo conflitto mondiale e successivamente ricostruita, costituì l'utima dimora del santo patrono d'Europa. Qui San Benedetto, proveniente da Subiaco, scrisse la regola dell'ordine benedettino e vi sono conservate le sue spoglie e quelle della sorella Scolastica.

Montecassino divenne, così uno dei centri più importanti della prima cristianità ed è importante che Vicoli abbia avuto uno stretto legame con questo centro propulsore di spiritualità e cultura con le sue biblioteche, gli archivi e le scuole di scrittura e miniatura che ci hanno trasmesso gran parte del patrimonio culturale dell'antichità. Famosi sono i "codici cassinesi".


Abbazia di Montecassino Codici cassinesi

Abbazzia di Montecassino                                  codici cassinesi

 

Un'altra autorevole fonte scritta che testimonia il passato di Vicoli si evince dal Catalogus Baronum (1150-1168), registro delle signorie fondiarie dell’Italia meridionale redatto durante la dominazione normanna.

Iniziato sotto il regno di Ruggero II, il registro fu terminato sotto il regno di Guglielmo II; il catalogo riporta il nome del feudatario, il nome del feudo,il numero di soldati (milites) che può fornire e il rendimento totale. Nel Catalogus, Vicoli risulta tenuta in feudo per la terza parte da Berardo de Viculo.

Carlo I d’Angiò, nel 1273, costituendo il giustizierato di Abruzzo oltre il Pescara vi include anche Viculum. Nel 1445 il castello Viculi risulta tra i possedimenti di donna Polissena di Letto, moglie di Berardo Acquaviva. Successivamente nel 1461 con atto del 10 gennaio a Somma, Ferrante I d’Aragona concede alla città di Chieti il castello di Vicolo, abitato e già posseduto da Francesco II Ricardi e da sua moglie Nella Acquaviva. Il possedimento di Vicoli alla città di Chieti verrà confermato a Napoli il 3 marzo 1486, da Ferrante I d’Aragona, re di Napoli. Nel sec. XVI, Vicoli rientra tra le proprietà regie e successivamente viene venduto ad Alfonso Piccolomini d’Aragona.

Dal 1699 diviene feudo del duca della Figliola [2] fino all’arrivo dei francesi nel 1806. Stemma Figliola

La famiglia Figliola è originaria del territorio pugliese propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. Nel 1699 ebbe una notevole espansione in Abruzzo dove acquisì anche i feudi di Città Sant'Angelo, Spoltore, Montesilvano, Moscufo.  Annoverata tra le famiglie patrizie della città di Trani, sin dal 1479, fu decorata, nel 1718, del titolo di duca di Civita Sant'Angelo e, nel 1782, ottenne la reintegra al patriziato di Trani, al Seggio dell'Arcivescovado. Nel 1791 fu ricevuta, inoltre, nel S.M.O di Malta nei cui registri è iscritta come Figliola dei Duchi di Civita Sant'Angelo, risulta attualmente estinta.

Il governo napoleonico (1806-1815) abolì il sistema feudale e riformò il sistema amministrativo delle comunità locali introducendo l’istituto municipale.

Dalla mappa di tutti i comuni componenti i distretti della provincia del Primo Abruzzo Ulteriore, redatta sulla base di un questionario diffuso dall'intendente nell'estate del 1806[3], per l'universitas di Vicoli risultano i seguenti dati:
- Universitas: Vicoli
- Popolazione: 788 abitanti
- Governo: Baronia Moscufo
- Feudo: Figliola
- Diocesi: Penne
- Comune: Vicoli
- Popolazione: 896 abitanti
- Circondario: Catigmnano.

La legge del 1808 istituì i decurionati definiti “i corpi rappresentativi delle università” . Nel 1811 il comune di Vicoli fa parte del circondario di Catignano nel distretto di Penne della provincia del I Abruzzo Ulteriore. La restaurazione del governo borbonico non modificò i cambiamenti intervenuti durante il cosiddetto decennio francese.

Il r.d.l. 2 gennaio 1927, sul riordinamento delle circoscrizioni provinciali, istituiva la provincia di Pescara fortemente voluta da Gabriele D’Annunzio. Il territorio della provincia di Teramo fu ripartito e diversi comuni, tra cui Vicoli, furono attribuiti alla nascente provincia di Pescara.

Nel 1914 e nel 1950 l’abitato di Vicoli fu gravemente danneggiato da terremoti. La popolazione, conseguentemente, abbandonò le proprie case spostandosi più a valle creando il nuovo paese  moderno di Vicoli. Tra il patrimonio architettonico si ricorda l'antica chiesa duecentesca di Sant’Andrea, che appartenne fra l’altro agli abati di San Bartolomeo di Carpineto; ormai diruta venne abbattuta e sostituita da una una piazza. All’ingresso dell’antico borgo recentemente restaurato, su chiave d’arco di portaletto in pietra compare una epigrafe raffigurante un cerchio con l’incisione di una croce radiata. All’interno di un cartiglio una croce e la data 1797, al di fuori le iniziali G.D. forse attribuibili al cognome Di Francesco.

Tutto il paese di Vicoli è contornato da un ambiente di grande impatto naturalistico che ha dato vita, nel 1990, all’istituzione di un parco territoriale attrezzato, area naturale protetta dell’Abruzzo dove sono presenti piante e animali caratteristici della fascia pedemontana abruzzese.

Nel tratto del fiume Nora vivono la trota, il barbo, il cavedano. Tra gli uccelli più interessanti: l'allocco, il barbagianni, la poiana, il gheppio e il martin pescatore. Tra i mammiferi si segnalano la faina, la donnola, il tasso e la volpe[4].

 

 

 


[1] DOCUMENTI ABRUZZO TERAMANO, Dalla valle del Fino alla valle del medio e alto Pescara, Fondazione Cassa di Risparmio provincia di Teramo, p. 732

[2] GIUSEPPE MARIA ALFANO, Istorica descrizione del regno di Napoli diviso in dodici provincie, p. 180, 196

[3] ISTITUTO ABRUZZESE DI RICERCHE STORICHE ARCHIVIO DI STATO - TERAMO, Atti del Convegno di studi "La nascita del comune moderno e del Ministero dell'Interno nell'Itli MERIDIONALE 1806-1815"

[4]Parco Territoriale Attrezzato di Vicoli, http://www.abruzzovacanze.net/vr.php/it/3148